(ASCA) - Roma, 3 mar - ''La situazione e' talmente incerta che nessuno puo' immaginare cosa possa accadere tra oggi e l'11 marzo quando ci sara' il vertice del Consiglio europeo. Non ci possiamo aspettare nulla sulla Libia perche' non ci sono le condizioni. Fino ad ora noi non abbiamo dato prestiti alla Libia proprio perche' non esistevano le autorizzazioni a causa del regime politico di quel paese''. E' quanto ha affermato il presidente della Bei Philippe Maystadt, nel corso di un conferenza a proposito della Libia. ''Se la Libia - ha spiegato - entra nel novero dei paesi che intendono assicurare la democrazia allora il cosiglio europeo potra' valutare''. Per quanto riguarda poi l'Egitto e la Tunisia ''c'e' una chiara speranza: il Consiglio europeo - ha detto - deve prendere una decisione. Per il periodo 2007-2013 era stato previsto un plafond di 8,7 miliardi di euro, ma a causa della crisi gli Stati membri ci hanno chiesto di accelerare i finanziamenti non solo per i paesi europei, ma anche per il Maghreb''. C'e' una disponibilita' - ha aggiunto il presidente della Bei - di 2,8 miliardi di euro. Il Parlamento europeo ha ritenuto che questo tetto debba essere aumentato, sara' il Consiglio europeo a decidere quanto. In pratica, complessivamente i finanziamenti raggiungeranno i 5,7 miliardi di euro.
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2011年4月30日星期六
2011年4月24日星期日
Fiat- Arcivescovo Torino, su ex Bertone si dialoghi e si eviti disoccupazione
Torino, 20 apr. - (Adnkronos) - ''Non si smetta di dialogare e si eviti la disoccupazione''. E' l'invito che l'Arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, nel messaggio pasquale rivolge alle parti impegnate nella vicenda ex Bertone.
''Ritengo in questo momento - sottolinea Nosiglia incontrando i giornalisti - non si smetta di dialogare e di ricercare tra sindacati e tra questi e le aziende una intesa che salvaguardi il lavoro e dia sicurezza e serenita' ai lavoratori riconoscendone i diritti e doveri su basi condivise, senza esasperare i toni e i contrasti, disponibili ad accettare quelle vie che conducano a definire strategie concrete per il futuro anche se parziali e imperfette ma comunque sufficienti ad assicurare la possibilita' di un lavoro garantito e rispettoso dei valori di umanita', giustizia e solidarieta' per tutti''.
''Quello che comunque va evitato ad ogni costo e' la disoccupazione, che comporta grande sofferenza e difficolta' per lavoratori e famiglie'', aggiunge l'Arcivescovo che poi raccomanda a tutti una vita piu' sobria. ''Va evitato lo spreco, il mantenere inalterati profitti alti di manager o professionisti nel mondo della spettacolo, dello sport, del servizio politico e amministrativo e di tanti altri settori dove la crisi non e' stata sentita che in minima parte. Una certa sobrieta' di vita va ricuperata da parte di tutti -conclude - perche' non possiamo continuare a ragionare e comportarci come quando si poteva contare su risorse sicure e sempre crescenti''.
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''Ritengo in questo momento - sottolinea Nosiglia incontrando i giornalisti - non si smetta di dialogare e di ricercare tra sindacati e tra questi e le aziende una intesa che salvaguardi il lavoro e dia sicurezza e serenita' ai lavoratori riconoscendone i diritti e doveri su basi condivise, senza esasperare i toni e i contrasti, disponibili ad accettare quelle vie che conducano a definire strategie concrete per il futuro anche se parziali e imperfette ma comunque sufficienti ad assicurare la possibilita' di un lavoro garantito e rispettoso dei valori di umanita', giustizia e solidarieta' per tutti''.
''Quello che comunque va evitato ad ogni costo e' la disoccupazione, che comporta grande sofferenza e difficolta' per lavoratori e famiglie'', aggiunge l'Arcivescovo che poi raccomanda a tutti una vita piu' sobria. ''Va evitato lo spreco, il mantenere inalterati profitti alti di manager o professionisti nel mondo della spettacolo, dello sport, del servizio politico e amministrativo e di tanti altri settori dove la crisi non e' stata sentita che in minima parte. Una certa sobrieta' di vita va ricuperata da parte di tutti -conclude - perche' non possiamo continuare a ragionare e comportarci come quando si poteva contare su risorse sicure e sempre crescenti''.
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2011年4月17日星期日
Giappone, cresce la paura di radiazioni
Cresce la paura per le radiazioni in Giappone, dopo che alcuni tecnici sono rimasti ustionati nel tentativo di raffreddare i reattori nella centrale nucleare danneggiata dal terremoto e il governo ha alimentato la confusione sulla zona di evacuazione attorno all'impianto.
Il primo ministro Naoto Kan, nel sua prima dichiarazione sulla crisi da una settimana, ha detto che la situazione nella centrale di Fukushima, non è "neppure lontanamente sul punto" di essere risolta.
"Stiamo facendo ogni sforzo per impedire che peggiori, ma non dobbiamo essere troppo compiaciuti", ha detto ai giornalisti. "Dobbiamo rimanere in guardia".
Queste parole riflettono l'inquietudine che agita il Giappone, dopo molti giorni di piccoli ma costanti progressi nel contenere l'incidente alla centrale, provocato dal devastante terremoto e dallo tsunami di due settimane fa.
Il sima di magnitudo 9.0 e le onde giganti che ha provocato hanno ucciso oltre 10.000 persone e 17.500 risultano scomparse.
Per quanto scioccante sia questo bilancio, l'attenzione pubblica, dopo il disastro dell'11 marzo, è rivolta alla possibilità di una catastrofica fusione dei reattori a Fukushima, 240 chilometri a nord di Tokyo.
Il governo ha spinto decine di migliaia di persone che vivono nel raggio di 20-30 chilometri dalla centrale ad andarsene, ma ha sottolineato che non avrebbe allargato la zona di evacuazione di 20 chilometri.
La Cina, intanto, ha detto che in due viaggiatori provenienti dal Giappone sono stati trovati livelli molto alti di radiazioni.
Tre operai che cercavano di raffreddare il reattore n.3, uno più danneggiati nella centrale, sono stati esposti a livelli di radioattività 10.000 volte più alti del normale, il che ripropone il rischio di una perdita di materiale radioattivo da una crepa della struttura che contiene il nocciolo del reattore.
Se così fosse, la situazione tornerebbe a farsi molto seria, dopo una serie di lenti progressi nel riportare l'impianto sotto controllo.
Uno dei sei reattori, il numero 3, è il solo ad usare plutonio nel mix di combustibili, che è più tossico dell'uranio usato negli altri reattori. Il governo ha sollecitato un'inchiesta per scoprire l'origine di questo improvviso rialzo del livello di radiazioni.
Oltre 700 tecnici stanno lavorando a turno per stabilizzare la centrale, ma si sono ritirati da alcune parti dell'impianto, dopo l'incidente di ieri. Due di loro sono rimasti ustionati dalle radiazioni quando l'acqua contaminata è penetrata nei loro stivali.
Un funzionario dell'agenzia nucleare giapponese, Hidehiko Nishiyama, ha ammesso la possibilità di danni al reattore, ma più tardi ha dichiarato ai giornalisti: "Potrebbe essere stato per le operazioni di sfiato e potrebbe esserci una perdita d'acqua dai tubi o dalle valvole, ma non ci sono dati che suggeriscano una rottura".
Contribuendo ad accrescere la confusione, Tokyo Electric Power (Tepco), la società che gestisce la centrale, ha detto che è possibile che l'acqua contaminata provenga dal nocciolo del reattore.
L'agenzia dell'Onu per il nucleare ha detto che in tutto 17 operai hanno ricevuto un alto livello di radiazioni da quando sono iniziate le operazioni, ma gli altri 14 non hanno riportato ustioni.
Due dei reattori sembrano ora al sicuro, ma la situazione degli altri quattro appare ancora incerta ed emettono a volte vapore e fumo. Vanno comunque avanti i lavori per ripristinare le pompe d'acqua che raffreddano le barre di combustibile.
Gli Stati Uniti stanno offrendo aiuto al Giappone, e due loro navi forniranno 2 milioni di litri di acqua dolce per raffreddare i reattori.
Intanto, è stata vietata la vendita di verdure e latte provenienti dalle aree vicine alla centrale, e ai 13 milioni di abitanti di Tokyo questa settimana è stato detto di non dare acqua del rubinetto ai bambini dopo che la contaminazione portata dalle piogge ha fatto salire la radioattività a due volte i livelli di sicurezza. Il giorno dopo i livelli sono comunque tornati nella norma.
-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia
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Il primo ministro Naoto Kan, nel sua prima dichiarazione sulla crisi da una settimana, ha detto che la situazione nella centrale di Fukushima, non è "neppure lontanamente sul punto" di essere risolta.
"Stiamo facendo ogni sforzo per impedire che peggiori, ma non dobbiamo essere troppo compiaciuti", ha detto ai giornalisti. "Dobbiamo rimanere in guardia".
Queste parole riflettono l'inquietudine che agita il Giappone, dopo molti giorni di piccoli ma costanti progressi nel contenere l'incidente alla centrale, provocato dal devastante terremoto e dallo tsunami di due settimane fa.
Il sima di magnitudo 9.0 e le onde giganti che ha provocato hanno ucciso oltre 10.000 persone e 17.500 risultano scomparse.
Per quanto scioccante sia questo bilancio, l'attenzione pubblica, dopo il disastro dell'11 marzo, è rivolta alla possibilità di una catastrofica fusione dei reattori a Fukushima, 240 chilometri a nord di Tokyo.
Il governo ha spinto decine di migliaia di persone che vivono nel raggio di 20-30 chilometri dalla centrale ad andarsene, ma ha sottolineato che non avrebbe allargato la zona di evacuazione di 20 chilometri.
La Cina, intanto, ha detto che in due viaggiatori provenienti dal Giappone sono stati trovati livelli molto alti di radiazioni.
Tre operai che cercavano di raffreddare il reattore n.3, uno più danneggiati nella centrale, sono stati esposti a livelli di radioattività 10.000 volte più alti del normale, il che ripropone il rischio di una perdita di materiale radioattivo da una crepa della struttura che contiene il nocciolo del reattore.
Se così fosse, la situazione tornerebbe a farsi molto seria, dopo una serie di lenti progressi nel riportare l'impianto sotto controllo.
Uno dei sei reattori, il numero 3, è il solo ad usare plutonio nel mix di combustibili, che è più tossico dell'uranio usato negli altri reattori. Il governo ha sollecitato un'inchiesta per scoprire l'origine di questo improvviso rialzo del livello di radiazioni.
Oltre 700 tecnici stanno lavorando a turno per stabilizzare la centrale, ma si sono ritirati da alcune parti dell'impianto, dopo l'incidente di ieri. Due di loro sono rimasti ustionati dalle radiazioni quando l'acqua contaminata è penetrata nei loro stivali.
Un funzionario dell'agenzia nucleare giapponese, Hidehiko Nishiyama, ha ammesso la possibilità di danni al reattore, ma più tardi ha dichiarato ai giornalisti: "Potrebbe essere stato per le operazioni di sfiato e potrebbe esserci una perdita d'acqua dai tubi o dalle valvole, ma non ci sono dati che suggeriscano una rottura".
Contribuendo ad accrescere la confusione, Tokyo Electric Power (Tepco), la società che gestisce la centrale, ha detto che è possibile che l'acqua contaminata provenga dal nocciolo del reattore.
L'agenzia dell'Onu per il nucleare ha detto che in tutto 17 operai hanno ricevuto un alto livello di radiazioni da quando sono iniziate le operazioni, ma gli altri 14 non hanno riportato ustioni.
Due dei reattori sembrano ora al sicuro, ma la situazione degli altri quattro appare ancora incerta ed emettono a volte vapore e fumo. Vanno comunque avanti i lavori per ripristinare le pompe d'acqua che raffreddano le barre di combustibile.
Gli Stati Uniti stanno offrendo aiuto al Giappone, e due loro navi forniranno 2 milioni di litri di acqua dolce per raffreddare i reattori.
Intanto, è stata vietata la vendita di verdure e latte provenienti dalle aree vicine alla centrale, e ai 13 milioni di abitanti di Tokyo questa settimana è stato detto di non dare acqua del rubinetto ai bambini dopo che la contaminazione portata dalle piogge ha fatto salire la radioattività a due volte i livelli di sicurezza. Il giorno dopo i livelli sono comunque tornati nella norma.
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2011年4月11日星期一
p.a.- Ministero, Oggi Inviati 79.249 Certificati Medici Online
(ASCA) - Roma, 9 mar - Secondo i dati forniti dall'Inps, oggi sono stati trasmessi online all'Istituto 79.249 certificati di malattia di dipendenti pubblici e privati. Lo comunica in una nota il ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione. A livello regionale gli invii odierni sono cosi' distribuiti: 13.770 in Lombardia, 10.645 nel Lazio, 6.957 in Emilia Romagna, 6.773 in Sicilia, 5.997 in Campania, 5.963 in Piemonte, 5.937 in Veneto, 4.746 in Toscana, 3.992 in Puglia, 3.176 in Calabria, 2.011 in Liguria, 1.847 in Sardegna, 1.748 nelle Marche, 1.334 in Friuli Venezia Giulia, 1.296 in Abruzzo, 1.067 in Umbria, 637 in Provincia di Trento, 516 in Basilicata, 469 in Provincia di Bolzano, 239 in Molise e 129 in Valle d'Aosta. Dalla data di attivazione della nuova procedura, il totale dei certificati trasmessi raggiunge cosi' la cifra di 6.639.883 unita', con la seguente ripartizione per Regione: 1.722.372 in Lombardia, 889.210 nel Lazio, 583.879 in Veneto, 486.501 in Emilia Romagna, 484.420 in Sicilia, 447.827 in Campania, 343.001 in Piemonte, 280.045 in Toscana, 266.265 in Puglia, 203.600 in Calabria, 189.454 nelle Marche, 126.622 in Abruzzo, 111.095 in Liguria, 99.973 in Sardegna, 92.748 in Friuli Venezia Giulia, 85.848 in Provincia di Bolzano, 73.998 in Umbria, 66.806 in Provincia di Trento, 44.349 in Basilicata, 22.859 in Molise e 19.011 in Valle d'Aosta.
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2011年4月6日星期三
Terremoto-l'Aquila- Piccone, Io Indagato- Solo Boutade Mediatica
(ASCA) - L'Aquila, 1 mar - ''Apprendo una notizia totalmente infondata e inesistente, di cui non ho nessun segnale, ne' formale ne' informale''. Il senatore PdL, coordinatore in Abruzzo del partito e sindaco di Celano, ha convocato una conferenza stampa per smentire le notizie che lo vedrebbero indagato per aver favorito il clan dei Casalesi nei lavori di ricostruzione post terremoto all'Aquila. ''La notizia e' stata smentita dalla Procura dell'Aquila - ha spiegato meglio Piccone -. Se mi avessero accusato come diceva Salvemini di aver rubato la Madonnina dal Duomo di Milano, sarebbe stata un'accusa piu' plausibile di questa''. Quanto alle intercettazioni di cui sarebbe stato oggetto, il senatore PdL ha stigmatizzato: ''Una volta si usavano i pentiti, oggi si usano le intercettazioni. Basterebbe tra due persone nominare una terza persona che e' assolutamente all'oscuro di quello che si dice per renderla poi persona indagata e coinvolta nei fatti''. ''Credo sia una stortura alla quale si deve assolutamente porre rimedio - ha suggerito -. Io non ho ovviamente mai avuto contatti con nessuna azienda fuori da questo territorio e tantomeno con imprese napoletane o campane, legate a chicchessia''. Presenti alla conferenza stampa, nello studio dell'avvocato Antonio Milo, legale di Piccone, il coordinatore provinciale dell'Aquila del PdL, Massimo Verrecchia, l'ex capogruppo del PdL in Consiglio regionale d'Abruzzo, ed attuale assessore, Gianfranco Giuliante, il consigliere regionale del PdL, Riccardo Chiavaroli, ed altri esponenti del partito dell'Aquilano.i like brand watches see fashion watches at here:haobiao and fangbiao
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2011年4月1日星期五
Caso Sandri- motivazioni sentenza Appello, agente sparo' per bloccare auto
Firenze, 4 mar. - (Adnkronos) - ''L'esplosione del colpo di pistola nell'occasione non poteva che palesarsi allo stesso agente che come un mero azzardo'', ed ''e' comunque ipotizzabile e ravvisabile nella volonta' di impedire comunque che l'autovettura si allontanasse''. E' quanto scrivono i giudici della Corte d'Assise d'Appello di Firenze nelle motivazioni della sentenza con cui, il primo dicembre 2010, l'agente Luigi Spaccarotella e' stato condannato a 9 anni e 4 mesi per omicidio volontario, in relazione alla morte di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso da un colpo di pistola mentre si trovava su un'auto, nell'area di servizio dell'A1 di Badia al Pino (Arezzo), l'11 novembre 2007. Spaccarotella, in primo grado, era stato condannato a 6 anni per omicidio colposo.
''E' da escludere'' che lo sparo sia partito ''accidentalmente'', scrivono i giudici nella motivazione della sentenza d'Appello, e anche ''la postura assunta era chiaramente indicativa di un intento dell'agente di mirare verso qualcosa''. Inoltre, ''i dati obiettivi si pongono come indicativi inequivocabilmente della sussistenza del dolo eventuale, in quanto tali da rappresentare all'agente come probabile o comunque niente affatto da escludere il verificarsi dell'evento in realta' accorso'', scrivono ancora i giudici, spiegando il perche' della condanna a omicidio volontario.
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''E' da escludere'' che lo sparo sia partito ''accidentalmente'', scrivono i giudici nella motivazione della sentenza d'Appello, e anche ''la postura assunta era chiaramente indicativa di un intento dell'agente di mirare verso qualcosa''. Inoltre, ''i dati obiettivi si pongono come indicativi inequivocabilmente della sussistenza del dolo eventuale, in quanto tali da rappresentare all'agente come probabile o comunque niente affatto da escludere il verificarsi dell'evento in realta' accorso'', scrivono ancora i giudici, spiegando il perche' della condanna a omicidio volontario.
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